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alcare01
07 October 2008 @ 08:12 am
'Il Papa' di Giovanna', regia Pupi Avati. Visto il 20 settembre 2008.

Il film non mi ha entusiasmato. Ho trovato apprezzabile la ricostruzione scenica dell'epoca, mentre i dialoghi mi sono sembrati troppo moderni, un po' come accadeva nel film 'Mediterraneo', ma certo senza raggiungere le vette di anacronismo verbale di quest'ultimo film. Silvio Orlando sembra sempre ripetere lo stesso ruolo in ogni film che fa, Francesca Neri e' decisamente troppo bella e curata per il contesto in cui si muove, Ezio Greggio si mette alla prova in un ruolo drammatico ma in praticamente tutte le sue scene la sua espressione sembra indicare che l'attore si sia represso le risate a forza, Alba Rohrwacher sembra recitare in superficie, la parte non sembra esserle entrata sotto la pelle. L'unica che mi sia piaciuta e' Serena Grandi, che gira completamente le spalle al suo stereotipo di vacca in filmacci gretti e si rivela capace di recitare un autentico essere umano. E in tutta onesta', sicuramente a causa della mia scarsa intelligenza, non ho capito il messaggio del film. E la cosa che mi lascia piu' perplessa di tutte e' il fatto che un'assassina, e un'assassina piuttosto lucida direi, sia stata messa in liberta' dopo cosi' poco tempo.

Non ho capito questo film. E non mi e' piaciuto molto.
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alcare01
06 December 2007 @ 09:37 pm

da http://www.agi.it/

EDITORIA: ESCE DA EDIGIO' "IL MAL DI SCHIENA DI BABBO NATALE"

(AGI) - Pesaro, 6 dic. - Cosa accadrebbe ai bambini del mondo se Babbo Natale, alla vigilia della festa piu' attesa dell'anno, si svegliasse bloccato dal colpo della strega? Ha provato a immaginarselo Giovanna Renzini, giornalista di origine umbra, pesarese d'adozione, che su "Il mal di schiena di Babbo Natale" ha scritto una favola, appena appena pubblicata dalla casa editrice EdiGio' di Pavia.
Delicata e intensa, con quel guizzo estroso che piacera' anche agli adulti, la favola natalizia di Giovanna Renzini trova il suo naturale compimento nelle illustrazioni di Alessandra Bagnoli, per un intreccio riuscito e complementare tra racconto e immagini. (AGI)

 
 
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alcare01
25 November 2007 @ 03:23 pm
Ieri siamo dovuti accorrere a Norcia (link; link) per visitare una zia ricoverata in ospedale. L'ospedale di suo e' gia' un edificio bellissimo, un ex convento. Dopo la visita alla zia abbiamo fatto una (purtroppo) rapida passeggiata per Norcia by night, bellissima e quasi deserta e sotto la pioggia, e poi di nuovo a Roma. Ecco la piazza con la statua del santo:

(Yesterday we went to Norcia to visit an aunt who was in hospital. Some fotos. The white spots on the images are raindrops... ^__^)


San Benedetto
Norcia, una seraq di novembre con la pioggia

NorciaCollapse )
 
 
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alcare01
18 November 2007 @ 04:04 pm
Che bello quando qualcuno e' cosi' abile da tradurre i miei pensieri in parole... ^__^

da Il Venerdì di Repubblica del 16 novembre 2007

Cosa nascondono gli attacchi di Berlusconi a Prodi
di Giorgio Bocca


Da qualche mese la politica italiana è dominata dall'ossessione dei moderati berlusconiani e di Alleanza nazionale di far cadere il governo Prodi.

Non c'è trasmissione televisiva o foglio stampato in cui non ripetano in modi aspri e offensivi l'invito a Romano Prodi a lasciare libero il campo alla destra moderata, salvatrice della patria. Che cosa c'è alla base di questa ossessione? Davvero i moderati rimpiangono il governo e la possibilità di perseguire con esso il bene pubblico? Certamente no. Per quanto uomini di parte, i seguaci di Silvio Berlusconi e di Gianfranco Fini non possono ignorare che il loro governo è stato pessimo per il bene pubblico. Negli anni del governo Berlusconi sono stati inferti colpi micidiali alla giustizia e alla sua indipendenza. A questo punto, viene naturale di dare una diversa interpretazione dell'ossessione dei moderati: non rimpiangono il buon governo, ma rimpiangono fortemente il governo degli affari.

Gli esponenti della destra, gli imprenditori e gli affaristi che stanno attorno a Berlusconi hanno urgente bisogno del governo, non per fare buone leggi, ma per fare buoni affari. Chi ha nelle mani i governi ha nelle mani i mezzi per cogliere e produrre occasioni vantagiose. Basti pensare a ministeri come quelli dei Lavori pubblici o degli Interni per capire che chi ne è a capo può cogliere occasioni di guadagno enormi e in pratica incontrollabili.

L'unico ostacolo che si oppone a questo disegno della destra è la Costituzione, la quale stabilisce che i vincitori delle elezioni governino per i cinque anni del mandato regolare. Romano Prodi, che è uomo dai nervi saldi, sa di avere dalla sua il dettato costituzionale e respinge con grandissima pazienza i tentativi di disarcionarlo. Mai, crediamo, in uno Stato democratico questa campagna di attacco al governo è stata così violenta e isterica.

Non si può aprire un giornale o guarlare la televisione, variamente influenzata da Forza Italia e da An, senza ascoltare dei propagandisti screditati, e notoriamente passati per cento padroni, che anciano bassi insulti a uomini politici cone Prodi e Veltroni che, alla resa dei conti, si adoperano per tenere in piedi in qualche modo lo Stato democratico. Colpisce in questo tentativo eversivo della destra una violenza sorda. E si capisce beenissimo che dietro tutti gli pseudoragionamenti politici c'è soltanto, e dominante, il desiderio di fare soldi con estrema facilità e senza rischi.
 
 
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alcare01
07 October 2007 @ 03:50 pm
Two pairs of earrings I made yesterday. The silver one is matching with a necklace I made some months ago.

Ieri ho fatto due paia di orecchini di granati. Quelli d'argento sono abbinati ad una collana che ho fatto alcuni mesi or sono.


 
 
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alcare01
19 September 2007 @ 10:58 am

Una delle cose che suscita la mia massima ammirazione sono le sintesi ben riuscite. Qui ne ho trovata una su un numero de il  'Venerdì' di Repubblica uscito all'inizio di agosto 2007. E' la trama del film 'Non ti muovere':

"Mentre la figlia e' in coma dopo un incidente e una collega sta cercando di salvarle la vita un chirurgo romano rievoca in flash-back brandelli del proprio passato soffermandosi con accanimento quasi autolesionistico sulla storia di amore e violenza avuta con una povera borgatara poi deceduta a seguito di un aborto clandestino."

Perfetto. Questo capolavoro di sintesi e' di Guido Reverdito. L'unica cosa che manca e' il personaggio della moglie del chirurgo, ma per il resto e' perfetto.
 
 
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alcare01
01 August 2007 @ 10:29 am

Ho trovato questa lettera di una compagna di sventura su 'Vanity Fair' edizione italiana n. 27 del 12/07/2007. Condivido una buona parte di cio' che la collega di tette lamenta, quelle parola accorate sarebbero potute sgorgare dalla mia bocca quasi tali e quali...

IL BRUTTO DI ESSERE FORMOSA

«Se lo modella è formosa, l'abito non è fluttuante ma strizzato, e l'effetto è subito volgare», dice Valentino (Vanity Fair n. 25/2007). Preparatevi, questo è il lamento di chi come me - 26 anni, studentessa - porta una quarta misura in una taglia 44.

Confesso: a otto anni - erano i tempi di Drive In - tutto quel che volevo erano tette enormi. A sedici anni portavo una quarta e la portavo con l'entusiasmo della novità e della giovinezza: ma una quarta, a sedici anni, non crolla, non ingombra, non involgarisce. L'inferno viene dopo.

Ogni estate c'è il dramma del bikini scoordinato: o reggiseno minimo e mutandine, o reggiseno giusto (leggi: a doppio rinforzo e con ferretto) e mutandoni della nonna. Siano lodate le marche che fanno i bikini spaiati, però li trovi solo a tinta unita. E così me ne vado ogni anno al mare coi reggiseni da latteria, con rischio piaga sul collo se per caso oso quello con i lacci dietro e non con le solite noiose spalline.

Camminare e non essere volgari, con certe tette, è impossibile. Mentre voi, che siete piatte come tavole, apparite raffinate anche nei momenti da camionisti. E quando vedete i vostri ragazzi girarsi per una popputa di passaggio, e la invidiate, non avete idea del dramma che vive quando, spogliata dal doppio rinforzo, offre lo spettacolo di due sacche che cascano verso il basso.

Voi tavole da surf invecchiate meglio: se non c'è roba in più, non c'è neppure roba che casca. E infine, l'epifania che la frase di Valentino mi ha ispirato. Mi dicono spesso: vuoi mettere come riempie bene un vestito da sera un bel seno florido? Se ragionate così è perchéle tette non le avete mai avute. Non avete mai desiderato disperatamente di indossare una canotta, una maglietta acqua e sapone, un abitino a sottoveste, di quelli che si portano senza biancheria, di quelli che dicono: «Non ho bisogno di reggiseno né di altri accorgimenti, sono bella così».

Beate voi, tavole da surf, e povere noi poppute, che ripensiamo con nostalgia agli anni delle scuole medie, quando potevamo ancora correre. Prima che tutto esplodesse, lì davanti. Quando un vestito sbracciato lo si poteva portare senza riempirlo. Senza dare spettacolo. Senza sembrare volgare.

Eva, Vicenza

Io personalmente non ho mai desiderato avere tette grandi. Semplicemente non ho fatto in tempo a sviluppare quel desiderio. Io gia' a 11 anni avevo bisogno del reggiseno... E alle scuole medie era da un pezzo che non potevo piu' correre senza dare spettacolo. E non ho mai esibito scollature, sempre accollata come la Monaca di Monza. L'unico periodo della mia vita in cui ho stabilito una tregua al mio odio per le mie tette e avevo l'anima in pace era quando allattavo. Finalmente la ragione dell'esistenza delle bocce. Probabilmente, se avessi i soldi necessari, avrei gia' provveduto da un pezzo all'asportazione chirurgica di qualche chilo di materia mammaria.

Per quanto riguarda poi le richieste dei cosiddetti 'stilisti' e' ovvio che loro cerchino le modelle formato tavola da surf. Non ci vuole grande arte per vestire persone competamente prive di rotondita' e farle anche sembrare eleganti. E' infinitamente piu' difficile vestire in modo accettabile una persona formosa, e quindi le richieste di usare modelle piu' in carne non saranno mai ascoltate da chi detta moda. Perche' lo sforzo stilistico sarebbe immane. :D

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alcare01
20 July 2007 @ 10:11 am
Sono una maniaca dei tessuti. Quando trovo delle stoffe a prezzo conveniente non resisto, DEVO comprare. Al mitico mercato di Ponte Milvio (dalle parti dei lucchetti, ahime'... :D) c'e' un venditore ambulante che vende tessuti a pezze di tre metri al prezzo di 3 (tre) euros. Il primo giorno in cui l'ho scovato ho portato a casa 15 euro di stoffe. Saranno stati 10 chili di roba. Mi sono ammazzata per portare a casa quella bustona, con l'autobus. :D E' come una droga. Credo che ci mettero' anni per smaltire tutto quel mucchio. Ora ho anche deciso di cucirmi le camicie da notte, visti i prezzi  ridicolmente alti quando cerchi qualcosa di cotone.  Quindi ieri ho preso un tessutino adatto allo scopo. Allunghero' il modello di una camicia che volevo comunque provare.

Il mio piu' grande timore, al momento, e' che si rompa la macchina per cucire... L'unica cosa disturbante e' che per ora ho solo cose sottotitolate da vedere, quindi per cui non le posso 'vedere' mentre sono alla macchina, dovrei alzare la testa ogni momento.
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alcare01
07 July 2007 @ 04:41 pm
30 anni or sono, il giorno 07/07/1977, iniziava il mio giro dei Paesi Bassi in bicicletta. La data non era stata scelta per nessuna particolare ragione, probabilmente erano iniziate la vacanze estive il giorno prima o giu' di li'. Non ho nemmeno una foto di quei 14 giorni passati costantemente col vento contrario, anche quando a scopi scientifici frenavo e giravo la bici di 180 gradi. Vento SEMPRE contrario... :D Quello che ricordo di quel viaggio e' piu' che altro l'immane fatica del pedalare... :D
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alcare01
06 July 2007 @ 12:53 pm
Ecco, va bene, da oggi sono ufficialmente claustrofobica.

Mi era stata prescritta la risonanza magnetica, avevo anche ricevuto un trattamento di favore, cioe' solo tre settimane di attesa, ammazza che fortuna. Non ne avevo mai fatta una prima, non sapevo come funzionasse, speravo solo non fosse come la TAC, dove ti infilano in un tubo. Perche' trovavo il pensiero un pochino inquietante.

Insomma stamattina arrivo in ospedale, mi fanno l'accettazione, c'e' il solito consenso informato, leggo che all'occasione il paziente agitato deve essere sedato, che la seduta dura dai 20 ai 40 minuti (OHMIODIOOOO), che il mezzo di contrasto puo' dare reazioni allergiche (MEZZO DI CONTRASTO!?!? MA PERCHE' NESSUNO MI AVEVA DETTO CHE ERA CON MEZZO DI CONTRASTO?!?), devo rispondere a dei quesiti tipo quiz, fai la croce sulla voce che corrisponde... alla domanda 'Soffre di claustrofobia?' inizio a preoccuparmi un pochino, chiedo all'infermiera: 'Ma perche', c'e' il tubo come per la TAC?' Dice di si, e io le dico che tendenzialmente non so se soffro proprio di claustrofobia, d'altronde io ho sempre usato ogni genere di ascensori, ho fatto pure il tubo nero all'Aquaqfelix... Lei dice di non preoccuparmi, io mi accomodo, lei mi buca la vena per creare la via d'accesso per il suddetto mezzo di contrasto, si accomodi in sala d'attesa. Io mi accomodo orgogliosa del mio eroico ago con tubo infilato nel braccio, facendo numeri di alta acrobazia vado pure al cesso, poi aspetto.

Venga signora, tocca a lei... io entro e LO VEDO. L'orrido tubo. Vabbe' non sara' sto gran problema... si spogli signora tenga solo le mutande si metta il camice aperto davanti. Ok sempre facendo acrobazie per via del tubo mi metto il camice (camice un par de palle, un coso di tessuto non tessuto dallo spessore di 0.001 micron, se ti lasciano nuda e' piu' decoroso...) mi fanno sdraiare a pancia in giu', infilo le tette in due buchette che si trovano proprio a tale scopo sul lettino, vada un po' piu' su no un po' piu' giu' no piu' su piu' su piu' su e gia' mi fa male la schiena tengo le braccia alzate sopra la testa appoggi la testa qui riesce a respirare si si respiro tutto ok.

E poi mi fanno stendere le braccia lungo il corpo. Posizione tipo Johnny Storm in volo. Posizione tipo feto normoposizionato che viene partorito. E li inizio ad avvertire un certo disagio. Mi mettono in mano il pomello con l'allarme, ma cosa devo farci, lo devo strizzare per farlo suonare si provi strizzi e vai con l'allarme ok ho capito. E infilano il lettino nell'orrido tubo, che ad onor del vero avevo gia' visto essere bucato all'altra estremita', altrimenti non credo che mi sarei nemmeno stesa per prova sul lettino, ho pensato che visto che era aperto ce l'avrei fatta. E mentre il lettino si infila nell'orrido tubo sento le braccia che strusciano alle pareti dell'orrido tubo, e cazzo sara' perche' sono una lardona, e invece no, c'e' un meccanismo che evidentemente dilata le pareti per avvicinarle al paziente, ma non ho tempo per chiedere chiarimenti che gia' sono in PIENO PANICO. no no... NO! TIRATEMI FUORI! Cazzo come nelle serie americane dei dottori! Ho avuto un attacco di panico che e' montato in nemmeno mezzo secondo. Non esagero, mezzo secondo.

Le infermiere mi hanno tirato fuori istantaneamente, veramente subitissimo, sono state gentilissime e comprensive, veramente poverine hanno tentato di convincermi a riprovarci, ma io ero completamente fuori, una di loro mi ha fatto una domanda alla quale devo aver risposto in modo totalmente incoerente... Insomma io li dentro non ci sarei rientrata nemmeno se mi avessero offerto dei soldi. Va bene signora mi dispiace non si preccupi non la deve fare per forza, si rivesta. Le tolgo l'ago. Ero cosi' fuori che mentre mi vestivo non ho pensato a stringere e ho perso una mezza litrata di sangue che mi colava lungo il braccio, ma porco cane. Ho pure dimenticato di timbrare il biglietto sull'autobus, cosi' a pezzi ero.

Io ho partorito due volte senza fare un urlo. Vado dal dentista intrepida e senza lamentarmi. Non ho mai perso il sangue freddo con le mie figlie, una volta sono rimasta completamente calma mentre salvavo Marta dal soffocamento da caramella, ho pure usato la manovra di Heimlich su mia madre.

E adesso sono ufficialmente claustrofobica. Ho conosciuto il panico incondizionato ed inarrestabile. Ho avuto sensi di soffocamente per due ore dopo essere uscita dall'ospedale. Mi sento una merda. Sono riuscita a non piangere perche' cazzo sono una donna di 47 anni ed ero sola e cazzo non si piange cosi' da sole per strada, e per fortuna avevo gli occhiali da sole che hanno coperto quelle due lacrime che nonostante la mia ineffabile logica sono volute uscire per forza, le zoccole...

Insomma sara' preferibile farmi operare direttamente piuttosto che riprovare a fare la risonanza. Lo so che 'mai piu'' e 'per sempre' non esistono nella vita, ma se ho qualcosa da dire in proposito, in questo caso il MAI PIU' ci sta tutto.
 
 
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